martedì 18 febbraio 2014

Cosa ti eccita veramente?

A volte quello che ci eccita non si “conforma” al nostro modo di essere. E’ frequente che alcune nostre fantasie sessuali risultino per noi stessi imbarazzanti, magari ci sembrano troppo lontane dal nostro modo di porci nella vita di tutti i giorni, magari le giudichiamo delle perversioni o qualcosa adatto a persone trasgressive o con dei problemi.
Se noi provassimo ad aprirci a queste nostre preferenze senza pregiudizi, potremmo scoprire lati di noi che anche se diversi dall’idea che abbiamo di noi stessi, fanno comunque parte della nostra indole e non possono far altro che arricchire la nostra vita e procurarci piacere ed eccitazione.
Preferenze di sottomissione o dominanza nella nostra sessualità non implicano che nella vita quotidiana ci piaccia dominare o essere sottomesse, sono semplicemente gusti sessuali che possono essere vissuti con libertà senza doversi né vergognare né sentire “strani”. Lo stesso vale per il piacere che può per esempio procurare ad alcune persone guardare o farsi guardare mentre si fa sesso.
Tutto ciò che viene scelto liberamente e non va a ledere la libertà altrui, non solo è concesso, ma può dare nuovo vigore ed entusiasmo alla vita sessuale di ognuno.
Il sesso anale, il sesso orale, l’uso dei sex toys, il travestimento, i film porno, le fotografie e mille altre fantasie possono essere vissute senza pregiudizio, senza tabù e soprattutto senza sentirsi strani, sbagliati, perversi.
Non c’è nulla che siamo tenuti a fare così come non c’è nulla che non possiamo fare. Non vergognarci di ciò che ci eccita è davvero una grande conquista e può essere il primo passo verso una vita sessuale più libera e più appagante.


lunedì 17 febbraio 2014

"Non mi andava mai di farlo e non provavo piacere"

Questa è la storia di F., che mi ha scritto una mail e mi ha chiesto di pubblicare qui in forma anonima. L'ho trovata davvero molto molto interessante. 
"Il mio rapporto con il sesso è sempre stato terribile, cioè non è che ho storie di violenze o cose così, è solo che l'ho sempre vissuto come un problema o un peso con cui dover fare per forza i conti. La mia prima volta è stata a 17 anni e l'ho voluto io perché ero molto impaziente all'idea, stavo con un ragazzo e ci volevamo bene: lui non si decideva e allora ho deciso io. E' stato un disastro, eravamo tutti e due inesperti, io ero comunque tesa e quindi ho provato subito un po' di dolore, lui si è intimorito e abbiamo lasciato stare. Qualche giorno dopo l'abbiamo rifatto ed è andata meglio ma con lui non provavo mai piacere ed era un supplizio, lo vivevo come un dovere, cioè, finché non l'hai mai fatto puoi rimandare ma una volta che l'hai fatto non puoi smettere, perciò lo facevo e mi vergognavo di non provare piacere, non gliel'ho mai detto. 
In seguito ho avuto un altro ragazzo, all'inizio la voglia c'era, poi l'abbiamo fatto e le prime volte mi piaceva ma non raggiungevo l'orgasmo, non sapevo neanche cosa si provava. Tutti dicevano che era fantastico ma per me era solo una specie di ginnastica sudaticcia. A un certo punto ha smesso proprio di piacermi ed è stato di nuovo un supplizio, non ne avevo mai voglia, lo facevo solo perché mi sentivo in dovere. E' stato così per un bel po' di tempo, più di 5 anni: non avevo mai desiderio, lo facevo poco, non provavo mai piacere, non mi piaceva eppure mi sentivo in colpa perché lo facevo poco. Quello che avrei voluto veramente non era di risolvere il problema, forse pensavo non ci fosse soluzione, ma avrei voluto proprio che non esistesse il sesso, pensavo che se non mi fossi sentita in dovere di farlo sarei stata molto più felice perché per me era solo un problema.
Dopo diversi anni ci siamo lasciati per altri motivi (forse pure per il sesso...) ho conosciuto un altro ragazzo, e un po' l'emozione di una storia nuova, un po' anche l'emozione del proibito perché all'inizio non avevamo detto niente a nessuno e lui era pure fidanzato, insomma oltre al desiderio e al piacere è arrivato anche il mio primo orgasmo. Da lì ho avuto alti e bassi e anche lunghi periodi in cui non avevo desiderio, ma ho iniziato a viverli con molta più tranquillità perché finalmente sapevo di non avere niente che non andava e non mi sentivo più in colpa, riuscivo finalmente a pensare al sesso come una cosa bella e non come un problema.
Proprio come dici tu Ginevra la prima cosa da fare è capire che ogni problema si può affrontare. Io ero giovane e se mi succedesse ora una cosa così ne parlerei sicuramente con qualcuno e cercherei una soluzione. E invece come penso succeda a tante ragazze anche più grandi di me, mi vergognavo, e come hai detto tu mi sentivo sola e pensavo che non ci fosse una soluzione. Succede proprio così ma i tempi stanno cambiando per fortuna e spero che le donne si vergognino sempre di meno a parlare di sesso almeno con chi le può aiutare." F.
Se volete potete scrivermi a ginevrasex@gmail.com per chiedere un consiglio, raccontare la vostra storia o esprimere un'opinione, ovviamente sarete voi a dirmi se volete che venga pubblicato qui e se/come firmarlo ;-)



lunedì 10 febbraio 2014

Il sesso è nella mente

Tutto ciò che è legato al sesso, dal desiderio, all'eccitazione, al piacere, al godimento, parte dalla mente. Non è un corpo o una situazione in sé ad essere eccitante, ma il valore e il significato che gli diamo. Una scena di un film o un'immagine possono essere molto eccitanti per qualcuno, insignificanti per altri, volgari per altri ancora. Il nostro modo di percepire è fortemente influenzato dalla nostra cultura, dalle nostre credenze, dai nostri pregiudizi più o meno consci. Saper essere aperti verso qualcosa di nuovo ed essere capaci di lasciarsi andare, dimenticando tutte le restrizioni fisiche e mentali che ci sono state instillate nella mente da quando siamo piccoli, può sicuramente aiutarci a vivere serenamente la nostra sessualità e a riscoprire il gusto dell'eccitazione. Avere fantasie sessuali, eccitarsi con una scena passionale di un film, fantasticare su qualcuno, non devono essere vissuti come tabù e respinti con senso di colpa, ma al contrario possono davvero aiutarci molto a migliorare e valorizzare la nostra vita sessuale. Piuttosto che reprimerci e auto-censurarci anche nei pensieri, proviamo a lasciarci andare e ad... appassionarci ;-)

giovedì 30 gennaio 2014

Diario di una ninfomane

"La ninfomania: un'invenzione degli uomini perché le donne si sentano colpevoli se fuori dalla norma. Ognuno è come è, tutto qui: non rinunciare mai a qualcosa che desideri veramente, Valérie, perché poi te ne pentiresti, credimi. A mio parere il tuo problema è che non osi vivere la tua vita. Vuoi un consiglio? Approfitta della vita più che puoi".
Da quando ho sentito queste parole non me le sono più tolte dalla testa. In queste frasi c'è tutto: il senso di colpa, il maschilismo, il pudore, la rinuncia, il giudizio degli altri, il saper vivere la propria vita a proprio modo, seguendo ciò che amiamo e ciò che ci fa stare bene.
I primi a dover decidere se valga la pena fare qualcosa siamo noi stessi, siamo noi i primi a cui dover rendere conto delle nostre decisioni. Questo non vuol dire fare tutto quello che ci passa per la testa senza preoccuparci delle conseguenze, ma ponderare e decidere secondo i nostri princìpi, i nostri desideri, la nostra personalissima morale, non quella degli altri. Gli altri passano, il loro giudizio possiamo e dobbiamo gettarcelo dietro le spalle se siamo veramente convinti che stiamo seguendo i nostri sogni, le nostre inclinazioni, il nostro piacere. 
Amare noi stessi vuol dire anche fare ciò che ci fa stare bene. Non credo che avremo altre vite a disposizione, o forse sì, ma per sicurezza approfittiamo di quella che abbiamo ora, più che possiamo ;-)

(NB: "Valérie - Diario di una ninfomane" è un film tratto dall'omonimo romanzo di Valérie Tasso)



martedì 28 gennaio 2014

Non fidatevi della facciata

Mi scrivono persone che hanno bisogno di confidarsi o di chiedere un consiglio, un’opinione, un aiuto. E’ vero che ogni situazione è diversa, ci sono tantissimi fattori che vanno a caratterizzare la vita sessuale di una persona, e altrettanti che ne determinano il modo di affrontare le difficoltà, ma ad accomunare molte delle persone con una vita sessuale in qualche modo “problematica” sono due punti fondamentali:
- si pensa di essere strani, sbagliati o sfortunati, si crede che le altre persone     abbiano una vita sessuale soddisfacente e non possano comprendere le difficoltà che si stanno attraversando,
- si crede, più o meno consciamente, che la propria situazione non potrà mai      cambiare e non si risolverà mai.
Questo è ciò che emerge quasi sempre quando una persona decide di confidarsi sulla propria situazione, che è già di per sé un passo importante. E proprio a questo proposito voglio spiegare quali sono per me i due punti fondamentali che accomunano molte situazioni difficili che impediscono di vivere serenamente la propria sessualità:
- nessuna donna è veramente sola nella propria difficoltà, ci sono moltissime altre donne che hanno vissuto e stanno vivendo proprio in questo momento una situazione simile, molte donne che lottano, molte altre che si rassegnano, tutte donne che sanno bene cosa significa non poter neanche pensare al sesso in modo sereno e gioioso, come dovrebbe essere. Non fidatevi della facciata, quella che vi fa vedere coppie felici che hanno una vita sessuale senza problemi, uomini che si vantano delle proprie imprese sessuali, donne senza alcuna difficoltà: spesso è semplice finzione, si finge per proteggersi, per tutelarsi, magari per vergogna o per pudore, ma il mondo reale non è quasi mai quello che ci raccontiamo.
- non ci sono situazioni o problemi per i quali non si possa fare nulla. A volte è opportuno rivolgersi a uno specialista, altre volte è sufficiente sapersi rimettere in gioco, saper affrontare dei cambiamenti. Anche nei casi più gravi, in cui non si può risolvere il problema in sé, si può comunque fare molto per viverlo e affrontarlo diversamente, con stato d’animo e spirito diversi. Molto del problema sta nel modo in cui lo viviamo.
Quindi, esattamente al contrario di quanto spesso pensiamo, i due assunti da cui partire se vogliamo far del bene a noi stesse sono: non siamo le sole ad avere un problema e possiamo fare molto per affrontarlo ;-)


venerdì 24 gennaio 2014

Quando il sesso è un problema

Al di là delle chiacchiere giocose e ironiche sul sesso, che non fanno mai male, quando si entra un po' in confidenza emergono tante questioni e difficoltà più o meno grandi che rendono la vita sessuale per molte donne un vero problema. Ci sono problemi fisici, psicologici, relazionali, personali, sono moltissimi i disturbi che possono andare ad intaccare e a volte ad annullare completamente la vita sessuale di una donna. Una donna che prova dolore durante il rapporto, o che ha scompensi ormonali, o una menopausa precoce, o non riesce ad avere figli, o soffre di depressione, o ha disturbi alimentari, o ha difficoltà ad accettare il proprio corpo magari ingrassato o invecchiato... sono infinite le difficoltà che possono destabilizzare il rapporto con noi stesse, con gli altri, con gli uomini e con il sesso. Perché se da una parte è vero che una vita sessuale soddisfacente aiuta a stare bene, allo stesso tempo se non si sta bene non si riesce a vivere serenamente la propria sessualità. E' un circolo vizioso, e la nostra forza, ciò che può fare davvero la differenza, è interromperlo prendendo in mano la situazione. E' importante saper chiedere aiuto a chi può offrircene, un sessuologo, uno psicologo, uno specialista che possa aiutarci ad affrontare il problema. E' fondamentale, allo stesso tempo, non lasciarsi sopraffare da quello che spesso può sembrare un problema insormontabile ma che di fatto non lo è. Ci sono donne che non avendo mai provato un orgasmo pensano che la loro vita sessuale sia destinata a non "funzionare", ma quelle che invece non si arrendono spesso vivono delle vere e proprie rinascite. Ci sono donne che nonostante malattie, disturbi, problemi personali, storie difficili, affrontano la situazione con coraggio e riescono a trasformare quel circolo vizioso in un circolo virtuoso in cui un rapporto sereno con la sessualità è il risultato e allo stesso tempo la fonte del proprio benessere. I piccoli grandi miracoli accadono ogni giorno, ma dobbiamo essere noi le prime a crederci! ;-)

mercoledì 15 gennaio 2014

Donne che non piacciono

Molte donne affascinanti, intelligenti, interessanti, hanno una bassa considerazione di sé. Molte sono single e temono che non troveranno mai un uomo che possa amarle. Molte altre hanno un partner che non le valorizza, non le apprezza per quello che valgono e loro si rassegnano a questa situazione. Molte donne sono state lasciate o rifiutate e pensano che questo dipenda dal fatto che sono poco interessanti.
Ok, questa è la realtà ed è innegabile, ma lasciatemi dire che è assurda ;-)
Credo che la consapevolezza delle proprie qualità e del proprio valore come persone sia davvero fondamentale, uno dei princìpi chiave per avere una vita sana. La sicurezza di sé non è affatto legata ai pregi della persona, anzi spesso sono proprio le donne più acute, sensibili, profonde, analitiche che sviluppano un eccessivo senso di autocritica e fanno fatica ad accettarsi. E vi dirò di più, il punto non sta neanche nel sapersi accettare, ma va addirittura un gradino oltre, il punto sta nell’apprezzarsi, nel pensare con orgoglio alla propria persona, nell’amarsi, nell’avere il coraggio e la consapevolezza di dire “Sono una donna interessante” o attraente, affascinante, intelligente, bella, straordinaria. Il fatto di non piacere a una determinata persona o di non avere ancora trovato il partner giusto o di non avere orde di fans al proprio seguito non significa niente, anzi, spesso significa semplicemente che non apprezzando abbastanza noi stesse, ci presentiamo agli altri in modo distorto, non mettiamo in luce quanto di importante c’è in noi. Come possiamo piacere agli altri se non piacciamo neanche a noi stesse? E soprattutto, perché il giudizio di un’altra persona dovrebbe essere più valido del nostro? Siamo proprio noi a scegliere, più o meno consapevolmente, le persone di cui circondarci e siamo noi a stabilire che tipo di legame instaurare, spesso siamo proprio noi a continuare a cercare persone di un certo tipo per poi lamentarci che sono di un certo tipo. Possiamo fare molto per rompere questo circolo vizioso: possiamo provare a frequentare persone diverse, che magari abbiamo sempre evitato perché ritenevamo poco interessanti, e forse scopriremo che invece sono le persone giuste per noi. E soprattutto possiamo cambiare il nostro approccio nei confronti di noi stesse, smettendo di vederci come vittime o come nemiche, e iniziando a trattarci come alleate di noi stesse, che hanno tutte le potenzialità e le qualità per essere apprezzate.