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giovedì 29 gennaio 2015

Pregiudizi e parole che fanno male

Ci sono ancora molti pregiudizi sul sesso e spesso le donne ne sono le principali vittime. L’uso indiscriminato e vessatorio di alcuni appellativi può essere davvero molto dannoso per la sensibilità di una persona che si sente in questo modo giudicata.
Questo purtroppo può avere forti ripercussioni a livello psicologico, può far sentire una persona in colpa per i propri atteggiamenti o comportamenti e può creare un senso di vergogna e di disagio che ne compromettono il rapporto con gli altri.
Spesso ci si ritrova a convincersi di meritare determinate etichette e anziché reagire si tende ad interiorizzare e a coltivare insicurezze e timori.

Atteggiamenti ostili e giudizi spietati su altre persone, feriscono chi li riceve, chi li mette in atto, chi li ascolta, chi li intuisce, chi li percepisce. 


venerdì 8 agosto 2014

Sai cosa ti eccita?

Spesso non ci conosciamo molto bene. Non sono molte le donne che conoscono veramente il proprio corpo, che sanno cosa le eccita e cosa dà loro piacere. Questo talvolta avviene perché abbiamo tutta una serie di timori, blocchi, tabù che ci impediscono di guardarci serenamente allo specchio, di osservare il nostro corpo nudo, di affrontare il sesso in modo curioso, giocoso, aperto alla novità, desideroso di scoprire e capire cosa può darci piacere. Spesso ci precludiamo di provare ciò che esce da determinati schemi, generalmente molto restrittivi, che ci siamo costruiti negli anni, non sempre consapevolmente, assorbendo concetti e divieti dall'ambiente che ci circonda. E così a volte è difficile vivere serenamente la propria sessualità, capire cosa davvero non ci piace e cosa invece ci vietiamo a priori per chissà quale motivo. C’è tutto un universo che spesso ci impediamo di scoprire, fatto di percezioni, sensazioni, emozioni. Non mi riferisco solo a pratiche o posizioni particolari, a volte basta sentirsi dire certe parole o trovarsi in una particolare situazione o farlo in un momento o luogo inaspettato. Non basta fermarsi a pensare cosa ci possa piacere, spesso l'unico vero modo per capirlo è provare: potremo stupirci delle nostre stesse reazioni. Un partner che si rivolga a noi in un certo modo o un gioco diverso dal solito possono farci conoscere qualcosa di noi che neanche sospettavamo. Come ho spesso detto, quando si rimane nel rispetto dell'altro tutto è concesso: mettersi in gioco e approcciarsi al sesso con leggerezza e libertà, credo sia il modo migliore per vivere una vita sessuale felice e appagante.


venerdì 4 luglio 2014

Cosa ho capito (o penso di aver capito) dopo due anni di blog

Ho capito che quello che mi sta più a cuore non è tanto parlare di tecniche, trucchetti e fantasie (anche di quelle certo! :-D ), quanto palare e riflettere insieme su quanto sia importante affrontare le nostre paure, i nostri tabù e le nostre insicurezze affinché possiamo vivere in modo sereno il rapporto con noi stesse, con il nostro corpo, con la nostra sessualità nel senso più ampio del termine.
Ho capito che ci sono molte donne che hanno difficoltà a guardarsi allo specchio e quindi ancor più a farsi guardare la proprio partner, donne che si sentono brutte o vecchie o impacciate o inadeguate, ma che invece sono semplicemente delle donne, con le loro insicurezze e la loro fragilità, donne che hanno delle imperfezioni proprio perché sono donne reali, e che sarebbero anche felici e orgogliose di sé se invece di guardare modelle patinate riuscissero a vedere la ricchezza del proprio corpo e del proprio essere.
Ho capito che se si parla di sesso in modo semplice, spontaneo, senza falsi tabù né ostentata volgarità, allora sono molte le persone che hanno voglia di ascoltarti e di condividere con te il loro vissuto… non siamo poi tutti così chiusi come a volte ci fanno credere.
Ho capito che il solo fatto di leggere che un’altra donna (spesso molte altre donne) vive le tue stesse paure e i tuoi stessi disagi, ti dà un po’ più di speranza e ti aiuta a trovare il coraggio di affrontarli.
Ho capito che si può parlare di qualsiasi cosa perché con il tono giusto e l’animo sincero le nostre parole non risulteranno offensive.
Ho capito che abbiamo tutti ancora tanto da imparare e questo sotto certi aspetti è anche un bene, una buona prospettiva per un futuro sempre più ricco. Non parlo solo di tecniche da imparare, ma dei molteplici aspetti del nostro corpo, della nostra mente, delle nostre percezioni e di tutto quello che ci influenza del riuscire a lasciarci andare e a vivere in modo appagante la nostra sessualità.
Ho capito che questo è un tema che mi sta a cuore, che mi emoziono quando una persona decide di aprirmi il suo cuore e parlarmi di questioni così intime e così difficili da affrontare.
Ho capito che ogni volta che una persona mi dice “grazie” o anche semplicemente “mi piace leggere il tuo blog” mi ripaga per tutti i momenti in cui mi sono chiesta perché scrivere tutto ciò, perché metterci la faccia, perché continuare. Dopo due anni sono sempre più convinta che voglio continuare.
Ho capito che anche se due anni di blog li compio tra una settimana, ho deciso che questo post lo posso pubblicare oggi perché è oggi che avevo voglia di scriverlo e non mi va di tenerlo una settimana qui con me senza condividerlo con chi avrà voglia di leggerlo :-)



sabato 24 maggio 2014

E' un peccato? :-)


Oggi voglio condividere una parte di un post molto divertente (e intelligente!) che ha pubblicato la mia amica Deborah sul suo blog MisunderstandEBY. Il post parla del suo rapporto con i vizi capitali e quello che riporto qui riguarda la Lussuria ;-)
"LUSSURIA ecco i mi chiedo perché sia un peccato, non nei termini cristiani, ma nella mia moralità. Se per quanto riguarda gli altri vizi effettivamente posso dire che sono riprovevoli e non li condivido, questo non credo costituisca un problema. Credo che la sessualità e il piacere sessuale non siano elementi negativi nella vita delle persone, anzi quante volte si sente dire “ Eeee ma quella è talmente isterica che si vede proprio che non tromba!” Quindi possiamo dire che porti il benessere. Per me ognuno è libero di esprimerlo come vuole, ovviamente nei limiti del  lecito altrimenti si è degli essere immondi per i quali non ho parole a sufficienza per esprimere il mio disgusto, e soprattutto non si parlerebbe di lussuria ma di pazzia e deviazione mentale. Per me uno può fare ciò che vuole con chi e cosa gradisce purché l’altro o gli altri, perché no, soggetti siano consenzienti. Detto questo io non so se sono o meno una peccatrice perché di fantasie ve ne sono talmente tante che non esiste per me una graduatoria dove uno si può collocare, cosa facciamo partiamo da un morto e dove arriviamo  come termine di paragone ad una pornodiva? Se proprio devo fare delle similitudini non mi sento né Santa Maria Goretti né Sasha Grey."
Eh già, se ci sentissimo tutti più liberi nel vivere il sesso come qualcosa di naturale e non reprimessimo i nostri desideri e passioni, chissà, magari saremmo davvero tutti meno "isterici"! ;-)
E il post di Deborah è l'ennesima prova che se ne può parlare tranquillamente, senza tabù e con un po' di sana ironia, che non fa mai male! :-)




giovedì 30 gennaio 2014

Diario di una ninfomane

"La ninfomania: un'invenzione degli uomini perché le donne si sentano colpevoli se fuori dalla norma. Ognuno è come è, tutto qui: non rinunciare mai a qualcosa che desideri veramente, Valérie, perché poi te ne pentiresti, credimi. A mio parere il tuo problema è che non osi vivere la tua vita. Vuoi un consiglio? Approfitta della vita più che puoi".
Da quando ho sentito queste parole non me le sono più tolte dalla testa. In queste frasi c'è tutto: il senso di colpa, il maschilismo, il pudore, la rinuncia, il giudizio degli altri, il saper vivere la propria vita a proprio modo, seguendo ciò che amiamo e ciò che ci fa stare bene.
I primi a dover decidere se valga la pena fare qualcosa siamo noi stessi, siamo noi i primi a cui dover rendere conto delle nostre decisioni. Questo non vuol dire fare tutto quello che ci passa per la testa senza preoccuparci delle conseguenze, ma ponderare e decidere secondo i nostri princìpi, i nostri desideri, la nostra personalissima morale, non quella degli altri. Gli altri passano, il loro giudizio possiamo e dobbiamo gettarcelo dietro le spalle se siamo veramente convinti che stiamo seguendo i nostri sogni, le nostre inclinazioni, il nostro piacere. 
Amare noi stessi vuol dire anche fare ciò che ci fa stare bene. Non credo che avremo altre vite a disposizione, o forse sì, ma per sicurezza approfittiamo di quella che abbiamo ora, più che possiamo ;-)

(NB: "Valérie - Diario di una ninfomane" è un film tratto dall'omonimo romanzo di Valérie Tasso)



domenica 15 dicembre 2013

La ragazza del sexy shop: una testimonianza molto interessante!

Ho avuto la fortuna di conoscere una ragazza che gestisce un sexy shop, la quale non solo è stata così gentile da rispondere alle mie domande, ma ha espresso perfettamente quello che è il senso del mio blog e la mia idea del sesso come gioco e superamento di tanti tabù.
Ho cercato, in questa breve intervista, di porle domande che potessero togliere qualche curiosità comune un po’ a tutti, sia a chi frequenta i sexy shop e sia a chi non ne ha mai visitato uno.

- Come è nata l'idea di lavorare in un sexy shop?
L'idea di aprire un sexy shop è nata per caso, quasi scherzando, visto che nella mia zona prima di me non ne esisteva uno, mi sono detta, o la mia incoscienza da 23enne mi ha suggerito: "Perché no?? Io ci provo ".

- Pensi che per una donna sia più difficile fare questo lavoro?
Sì, assolutamente sì. E' difficile perchè la prima associazione di idee che viene in mente alle persone è: sexy shop - ragazza o donna - troia. Quindi partendo da questo pregiudizio, credono che sia tutto lecito. Lecito fare battute sulla mia persona, lecito fare battute di cattivo gusto se uso o meno gli articoli che vendo, lecito pensare che io sia qui per soddisfare le loro fantasia o lecito pensare che basta entrare in negozio per farsi una scopata (passami il termine).
Puoi capire quanto sia complicato e pesante sopportare, ignorare, smentire, far capire la differenza tra me, che vendo articoli erotici e una ragazza che fa il vecchio mestiere, a questa tipologia di gente.

- A parte questi problemi, il tuo lavoro ti piace? Per fortuna c'è anche tanta gente che non si comporta in questo modo e che al contrario apprezza la mia serietà, professionalità e competenza. In quei momenti, mi piace il mio lavoro perché so che grazie agli articoli che vendo, insieme a qualche suggerimento, aiuto e contribuisco a far stare meglio le persone, le coppie, gli uomini soli e le donne sole nella sfera più intima e appagante che madre natura ci ha donato: la sessualità.

- Capita che i tuoi clienti si vergognino dei loro acquisti? Magari usano delle scuse?
Qui c'è da fare una distinzione tra uomo e donna, in quanto la donna è molto più decisa e non cerca di trovare molte giustificazioni sul perché della sua scelta di comprare un sex toy, mentre per l'uomo i suoi acquisti sono sempre dei  "regali " ad amici, parenti, conoscenti, vicini di casa...
Credo che in parte sia dovuto alla mia persona in quanto donna, perché capisco che per un uomo sia più imbarazzante parlare di "certe cose" con una donna, ma mi chiedo: non sarebbe più semplice non trovare nessuna giustificazione con me ma essere sereni nel comprarsi un regalo per se stessi?

- C’è qualcosa che vorresti che dire per far capire meglio il senso del tuo lavoro? Quando mi hai chiesto se sarei stata disposta a rispondere alle tue domande, il primo pensiero che ho avuto è stato quello di cogliere questa opportunità per far passare un messaggio che a me sta molto a cuore, ovvero: gente, liberatevi dai pregiudizi e dal tabù che il sesso sia una cosa sporca, per pervertiti, che chi utilizza sex toys ha problemi di erezione o sia ninfomane. Imparate ad amarvi di più e ad amare di più chi sta con voi, regalandovi e regalando attimi di piacere fisico e cerebrale. Prestate attenzione ai dettagli e giocate, giocate, giocate. I bambini sono così felici quando giocano, perché privarsi una volta cresciuti di questa sensazione??

- Penso che questo messaggio sia davvero la perfetta sintesi di quello che voglio dire con il mio blog. Grazie :-)



lunedì 30 settembre 2013

Perchè per me è importante questo blog

Ci sono tanti motivi che mi hanno spinta ad iniziare e poi a continuare a scrivere questo blog. Certamente alla base c'è il piacere di scrivere, così come quello di confrontarsi con gli altri, scambiare opinioni, scherzare, "chiacchierare". C'è anche il desiderio di capire e conoscere, quindi è anche uno stimolo in più per leggere e informarmi sull'argomento. 
Alla base c'è sicuramente la mia piccola grande lotta contro alcuni tabù che purtroppo mi rendo conto rovinano la vita di molte persone. Non vado contro certi dogmi e pregiudizi per il gusto di essere moderna o libertina, ma quello che mi spinge è proprio la consapevolezza che questi possono davvero far male alla vita di molte persone. Non sarò io a cambiare il mondo, ma se anche potessi aiutare in qualche modo una sola persona a prendere una decisione per il proprio bene, a fare qualcosa per se stessa, per migliorare la propria vita... beh, sarebbe già valsa la pena. E anche se ciò non accadesse, sarebbe lo stesso, perché saprei comunque di aver fatto ciò che mi sentivo di fare, e soprattutto di averlo fatto con piacere. 
Cerco sempre di usare un tono leggero e spesso ironico perché credo che sia il modo migliore per affrontare quello che è un tema facilmente fraintendibile, che può facilmente diventare volgare o all'opposto noiosamente accademico o assumere i toni aggressivi di una rivendicazione del "sesso debole". Quindi ho deciso di impostarlo come una piacevole chiacchierata e spesso ho trovato anche interlucutori che tranquillamente hanno portato la loro esperienza, epresso la propria idea o fatto qualche battuta simpatica.
Ma ci sono anche altri due grandi motivi per cui per me è così importante questo blog.
Uno riguarda me ed è il fatto che questo spazio è la mia boccata d'aria fresca. Ho iniziato un anno fa e da allora sono successe davvero tante cose nella mia vita, ci sono stati tanti cambiamenti e anche qualche problema da affrontare... a volte sono talmente sopraffatta dagli eventi che non riesco a scrivere, ma poi, appena posso torno qui e riprendo fiato. Ha un non so che di confortante sapere che nonostante qualunque cosa accada, il mio blog è sempre qui. E' stato bello poter scrivere qui anche quando ero a Londra... apro questa pagina e dovunque io sia, mi sento a casa.
Poi c'è un altro motivo, che è arrivato inaspettato e che mi ha reso davvero FELICE! Ho iniziato a ricevere le parole e le confidenze di persone che mi seguono e per le quali le mie parole sono state in qualche modo importanti. Qualcuno ogni tanto mi scrive per chiedermi consigli o opinioni, qualcuno semplicemente per confidarsi, qualcuno per ringraziarmi. Beh... devo dire che tutto questo non ha prezzo... sapere di essere utile, magari di conforto o di aiuto, a qualcuno semplicemente facendo una cosa che mi piace, è davvero emozionante. E a chi mi ha ringraziato per aver trovato conforto o complicità o un consiglio utile... io sarò sempre grata :-)


mercoledì 25 settembre 2013

Sesso e senso di colpa

Non vorrei andare ad invischiarmi troppo in discorsi su dinamiche psicologiche che rischiano di risultare contorti e noiosi, ma una cosa è certa: il senso di colpa ha un ruolo fondamentale nel nostro rapporto con il sesso. 
Ci sentiamo in colpa se facciamo sesso senza amore, se non facciamo sesso quanto e come vorrebbe il nostro partner, se abbiamo sempre voglia di fare sesso, se non abbiamo voglia, se lo facciamo spesso, se lo facciamo strano, se lo facciamo raramente, se abbiamo fantasie particolari, se non abbiamo fantasie. Alla fine, gira che ti rigira, qualunque cosa facciamo o pensiamo inerente al sesso può crearci questo odioso senso di colpa. Perché possiamo essere libertini, moderni, atei, aperti, ma alla fine tutto ciò che ci è stato detto più o meno esplicitamente da quando siamo nati, ci rimbomba nella mente. Molto spesso pensiamo di essere liberi ma non lo siamo affatto, e il brutto è che i primi a farne le spese siamo noi stessi. 
In modo più o meno marcato e profondo tutti abbiamo pregiudizi, dogmi e e preconcetti che ci portano a giudicare noi stessi e gli altri, e quando si tratta di sesso il tutto è amplificato. E' il motivo per cui per esempio molte donne non fanno (o non ammettono di fare) autoerotismo... e di questo ho già parlato in un paio di post: Il tabù della masturbazione femminile e Donne che si toccano. Ed è il motivo per cui molte donne che hanno un'avventura senza implicazioni sentimentali si sentono sporche. Così come le donne che hanno avuto molti uomini. Non è facile liberare la mente da tutto ciò che abbiamo sentito per tanto tempo e che continuiamo a sentire... perché siamo nel 2013, ma sappiamo bene che è ancora molto facile sentir usare a sproposito parole come "puttana", "frigida", "ninfomane"... e che ci piaccia o no, sono parole di cui non è affatto facile liberarsi, anche quando crediamo e diciamo di essere libere.