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giovedì 3 settembre 2015

Desideri proibiti

Il principale ostacolo alla nostra libertà probabilmente siamo noi. Siamo noi i primi a giudicarci e siamo noi a permettere che il giudizio degli altri abbia peso nelle nostre scelte, nei nostri comportamenti. Indubbiamente convivere con etichette che ci hanno incollato addosso non è semplice, e allora pur di rimanere "puri" agli occhi degli altri ci priviamo di un grande privilegio: la nostra libertà. La libertà di emozionarci, di eccitarci, di provare piacere. Ciò che ci provoca piacere non può essere deciso da nessun altro. Provare vergogna per ciò che ci piace significa censurare noi stessi. Se c'è reciproco consenso, se nessuno si impone sull'altro, se si è tra persone adulte e consenzienti, la vera libertà è permetterci di scoprire cosa ci provoca piacere, accettarlo e non vergognarci dei nostri gusti, inclinazioni, preferenze, fantasie. Nessuno è esente dal giudizio altrui, ma prima di voler assecondare le aspettative altrui potremmo fermarci un attimo e chiederci quanto in esse ci sia di noi. Non è mai troppo tardi per imparare a lasciarsi andare. Non è mai troppo tardi, ma non c'è motivo di rimandare. 


giovedì 26 giugno 2014

Senza vergogna

Spesso capita di provare vergogna per una fantasia, per un pensiero, un desiderio, un sogno. Capita di sorprenderci ad eccitarci per una scena di un film o per una fantasia su qualcuno e d'istinto vergognarci dei nostri stessi pensieri, delle nostre stesse emozioni.
Ma non sono queste le cose di cui uomini e donne dovrebbero vergognarsi.
Avere fantasie sessuali o desideri che ci sembra escano dagli schemi (quali schemi poi? Chi li ha decisi?) andrebbe vissuto con serenità e come qualcosa di naturale. Censurare noi stessi per qualcosa che non danneggia o ferisce nessuno, ma che è qualcosa che fa parte di noi, non ha senso e soprattutto non fa bene a noi stessi. Il senso di colpa, la censura, il giudizio troppo severo verso le nostre naturali inclinazioni ci fanno vivere male il rapporto con noi stessi e con gli altri.
Non giudichiamoci per una fantasia o per il desiderio di giocare, sentiamoci liberi di essere noi stessi almeno nei nostri sogni e nei nostri gusti ;-)


sabato 24 maggio 2014

E' un peccato? :-)


Oggi voglio condividere una parte di un post molto divertente (e intelligente!) che ha pubblicato la mia amica Deborah sul suo blog MisunderstandEBY. Il post parla del suo rapporto con i vizi capitali e quello che riporto qui riguarda la Lussuria ;-)
"LUSSURIA ecco i mi chiedo perché sia un peccato, non nei termini cristiani, ma nella mia moralità. Se per quanto riguarda gli altri vizi effettivamente posso dire che sono riprovevoli e non li condivido, questo non credo costituisca un problema. Credo che la sessualità e il piacere sessuale non siano elementi negativi nella vita delle persone, anzi quante volte si sente dire “ Eeee ma quella è talmente isterica che si vede proprio che non tromba!” Quindi possiamo dire che porti il benessere. Per me ognuno è libero di esprimerlo come vuole, ovviamente nei limiti del  lecito altrimenti si è degli essere immondi per i quali non ho parole a sufficienza per esprimere il mio disgusto, e soprattutto non si parlerebbe di lussuria ma di pazzia e deviazione mentale. Per me uno può fare ciò che vuole con chi e cosa gradisce purché l’altro o gli altri, perché no, soggetti siano consenzienti. Detto questo io non so se sono o meno una peccatrice perché di fantasie ve ne sono talmente tante che non esiste per me una graduatoria dove uno si può collocare, cosa facciamo partiamo da un morto e dove arriviamo  come termine di paragone ad una pornodiva? Se proprio devo fare delle similitudini non mi sento né Santa Maria Goretti né Sasha Grey."
Eh già, se ci sentissimo tutti più liberi nel vivere il sesso come qualcosa di naturale e non reprimessimo i nostri desideri e passioni, chissà, magari saremmo davvero tutti meno "isterici"! ;-)
E il post di Deborah è l'ennesima prova che se ne può parlare tranquillamente, senza tabù e con un po' di sana ironia, che non fa mai male! :-)




lunedì 10 febbraio 2014

Il sesso è nella mente

Tutto ciò che è legato al sesso, dal desiderio, all'eccitazione, al piacere, al godimento, parte dalla mente. Non è un corpo o una situazione in sé ad essere eccitante, ma il valore e il significato che gli diamo. Una scena di un film o un'immagine possono essere molto eccitanti per qualcuno, insignificanti per altri, volgari per altri ancora. Il nostro modo di percepire è fortemente influenzato dalla nostra cultura, dalle nostre credenze, dai nostri pregiudizi più o meno consci. Saper essere aperti verso qualcosa di nuovo ed essere capaci di lasciarsi andare, dimenticando tutte le restrizioni fisiche e mentali che ci sono state instillate nella mente da quando siamo piccoli, può sicuramente aiutarci a vivere serenamente la nostra sessualità e a riscoprire il gusto dell'eccitazione. Avere fantasie sessuali, eccitarsi con una scena passionale di un film, fantasticare su qualcuno, non devono essere vissuti come tabù e respinti con senso di colpa, ma al contrario possono davvero aiutarci molto a migliorare e valorizzare la nostra vita sessuale. Piuttosto che reprimerci e auto-censurarci anche nei pensieri, proviamo a lasciarci andare e ad... appassionarci ;-)

giovedì 30 gennaio 2014

Diario di una ninfomane

"La ninfomania: un'invenzione degli uomini perché le donne si sentano colpevoli se fuori dalla norma. Ognuno è come è, tutto qui: non rinunciare mai a qualcosa che desideri veramente, Valérie, perché poi te ne pentiresti, credimi. A mio parere il tuo problema è che non osi vivere la tua vita. Vuoi un consiglio? Approfitta della vita più che puoi".
Da quando ho sentito queste parole non me le sono più tolte dalla testa. In queste frasi c'è tutto: il senso di colpa, il maschilismo, il pudore, la rinuncia, il giudizio degli altri, il saper vivere la propria vita a proprio modo, seguendo ciò che amiamo e ciò che ci fa stare bene.
I primi a dover decidere se valga la pena fare qualcosa siamo noi stessi, siamo noi i primi a cui dover rendere conto delle nostre decisioni. Questo non vuol dire fare tutto quello che ci passa per la testa senza preoccuparci delle conseguenze, ma ponderare e decidere secondo i nostri princìpi, i nostri desideri, la nostra personalissima morale, non quella degli altri. Gli altri passano, il loro giudizio possiamo e dobbiamo gettarcelo dietro le spalle se siamo veramente convinti che stiamo seguendo i nostri sogni, le nostre inclinazioni, il nostro piacere. 
Amare noi stessi vuol dire anche fare ciò che ci fa stare bene. Non credo che avremo altre vite a disposizione, o forse sì, ma per sicurezza approfittiamo di quella che abbiamo ora, più che possiamo ;-)

(NB: "Valérie - Diario di una ninfomane" è un film tratto dall'omonimo romanzo di Valérie Tasso)



mercoledì 25 settembre 2013

Sesso e senso di colpa

Non vorrei andare ad invischiarmi troppo in discorsi su dinamiche psicologiche che rischiano di risultare contorti e noiosi, ma una cosa è certa: il senso di colpa ha un ruolo fondamentale nel nostro rapporto con il sesso. 
Ci sentiamo in colpa se facciamo sesso senza amore, se non facciamo sesso quanto e come vorrebbe il nostro partner, se abbiamo sempre voglia di fare sesso, se non abbiamo voglia, se lo facciamo spesso, se lo facciamo strano, se lo facciamo raramente, se abbiamo fantasie particolari, se non abbiamo fantasie. Alla fine, gira che ti rigira, qualunque cosa facciamo o pensiamo inerente al sesso può crearci questo odioso senso di colpa. Perché possiamo essere libertini, moderni, atei, aperti, ma alla fine tutto ciò che ci è stato detto più o meno esplicitamente da quando siamo nati, ci rimbomba nella mente. Molto spesso pensiamo di essere liberi ma non lo siamo affatto, e il brutto è che i primi a farne le spese siamo noi stessi. 
In modo più o meno marcato e profondo tutti abbiamo pregiudizi, dogmi e e preconcetti che ci portano a giudicare noi stessi e gli altri, e quando si tratta di sesso il tutto è amplificato. E' il motivo per cui per esempio molte donne non fanno (o non ammettono di fare) autoerotismo... e di questo ho già parlato in un paio di post: Il tabù della masturbazione femminile e Donne che si toccano. Ed è il motivo per cui molte donne che hanno un'avventura senza implicazioni sentimentali si sentono sporche. Così come le donne che hanno avuto molti uomini. Non è facile liberare la mente da tutto ciò che abbiamo sentito per tanto tempo e che continuiamo a sentire... perché siamo nel 2013, ma sappiamo bene che è ancora molto facile sentir usare a sproposito parole come "puttana", "frigida", "ninfomane"... e che ci piaccia o no, sono parole di cui non è affatto facile liberarsi, anche quando crediamo e diciamo di essere libere.