Visualizzazione post con etichetta amare il proprio corpo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amare il proprio corpo. Mostra tutti i post

sabato 7 febbraio 2015

Le curve sono sexy



Le curve sono sexy: siamo tutti concordi nel dirlo, ma poi spesso continuiamo a perseguire in modo affannoso modelli e stereotipi di bellezza che di curvo non hanno nulla.
Le donne vere, naturali, non sono quelle che vediamo in passerella, e nella maggior parte dei casi indossano una taglia superiore alla 42.
Molte donne si affannano con diete, palestra, massaggi, creme e ritrovati di vario genere per stare al passo con gli stereotipi della bellezza diffusi dai media, ma nella realtà molti uomini amano le donne formose, e anche le donne potrebbero imparare ad amarsi con le proprie curve e riconoscerne la sensualità.
Le donne formose possono essere molto sexy, ma solo se non vivono le proprie curve come un problema, ma anzi iniziano a riconoscerle invece come un valore.
Si stanno sempre più diffondendo linee di biancheria intima dedicate alle donne che hanno più di una 42, e magari più di una 2^ di reggiseno: ci sono importanti marche di intimo che già da anni hanno collezioni per donne più formose.
Inoltre ormai in quasi tutti i sexy shop e nelle boutique di sexy lingerie c’è un’intera linea dedicata, con completi, babydoll, tanga, culotte, body, giarrettiere e guepierre dei tessuti e modelli più disparati, dal classico pizzo nero, al raso, al maculato, il tutto per donne formose e sexy.
Quest'anno anche il celebre Calendario Pirelli ha finalmente scelto una modella curvy: piccoli grandi passi verso una consapevolezza della femminilità e sensualità della donna formosa, e soprattutto un piccolo grande passo per allontanarsi dall'ossessione della linea: prendersi cura di sé è completamente diverso dal "torturare" il proprio corpo.
La cura di sé è qualcosa da fare con dolcezza, con amor proprio, e non un tentativo aggressivo di cambiare il proprio corpo per farlo assomigliare a quello di qualcun altro.

Tratto da "Speciale Sesso & Psicologia" a cura della dottoressa Ginevra Cardinaletti

lunedì 2 febbraio 2015

Amare il proprio corpo



Molte persone hanno difficoltà ad accettare il proprio aspetto fisico e questo crea conseguenze sia a livello personale, che nella vita sessuale.
Con quali occhi ci guardiamo?
E' così difficile accettare il proprio corpo? In moltissimi casi la risposta è sì. Chi si sente troppo grasso, chi troppo basso, chi pensa di avere il seno piccolo, o il naso grande: c'è sempre qualcosa che non va, qualcosa che non si fa proprio fatica ad accettare. A parole si è generalmente tutti concordi del sostenere che non bisogna essere tutti perfetti, magri, stereotipati, ma poi nella pratica non sempre si riesce ad esserne pienamente convinti.
Certamente la società in questo non aiuta molto. Quotidianamente ogni persona è letteralmente sommersa di messaggi che più o meno esplicitamente dicono che dovremmo essere tutti belli, magri, giovani e perfetti. E questo non riguarda solo la televisione e le pubblicità, ma anche molti altri ambiti, ci sono per esempio negozi di abbigliamento in cui non è possibile trovare nulla che superi la taglia 42.
“Non mi piaccio”
Moltissime persone hanno quindi un pessimo rapporto con il proprio aspetto e questo è causa di molti problemi sia a livello personale che relazionale perché è fonte di insicurezza.
Accettare il proprio corpo per le sue forme e le sue caratteristiche è fondamentale a livello psicologico. E’ importante per la propria autostima, per il rapporto con se stessi e con gli altri, per la propria sessualità.
E’ importante prendersi cura di sé e del proprio fisico, ma allo stesso tempo non deve diventare un’ossessione e tantomeno motivo di complessi.
Bisognerebbe prendersi cura di sé non per cambiarsi o per adattarsi al mondo circostante, ma perché ci si ama.
Non è importante il peso o la taglia, è importante ricreare un dialogo con se stessi.
Ognuno dovrebbe abituarsi a guardarsi allo specchio, non in cerca di difetti o di correzioni da fare, ma per conoscersi e prendere confidenza con se stesso e con il proprio corpo.

Tratto da "Speciale Sesso & Psicologia" a cura di Ginevra Cardinaletti


sabato 3 maggio 2014

La nostra unicità ;-)

Non mi stancherò mai di dire quanto sia importante l’amore per il proprio corpo e per noi stessi, la consapevolezza delle nostra unicità e l’importanza di apprezzare e coltivare ciò che ci rende diversi e unici rispetto a tutti gli altri piuttosto che correggere le nostre presunte imperfezioni e omologarci a dei modelli che non sono i nostri e non rispecchiano la nostra vera essenza. Una donna che ama se stessa, il proprio corpo e il proprio modo di essere, è una donna che può vivere serenamente anche il rapporto con gli altri, la propria socialità, la propria sessualità e intimità.
Vi regalo un brano che amo e in cui ritrovo tutto questo ;-)


“Io sono il più grande miracolo della natura.
Fin dall’inizio dei tempi non c’è mai stato un altro con la mia mente, il mio cuore, i miei occhi, i miei orecchi, le mie labbra. Nessun uomo prima di me o contemporaneo a me, nessuno mai in futuro potrà camminare e parlare e muoversi e pensare esattamente come me. Tutti gli uomini sono miei fratelli eppure io sono diverso da ciascuno di loro. Io sono una creatura unica. (...)
Non farò mai più vani tentativi di imitare gli altri. Metterò, invece, in mostra la mia unicità sulla piazza del mercato. La proclamerò, sì, la venderò. Comincerò a mettere in evidenza le mie diversità (...)
Io sono unico tra le creazioni della natura. Sono raro ed ogni rarità ha valore perciò io sono prezioso.”
(Og Mandino)



giovedì 27 febbraio 2014

Conosci il tuo corpo

Alla base della nostra vita sessuale c’è il rapporto con il nostro corpo, è quindi fondamentale imparare a conoscerlo e ad avvicinarsi ad esso.
Osservandoci, accarezzandoci, toccandoci, impariamo a prendere confidenza con la nostra nudità, con il nostro corpo e con il nostro piacere sessuale. Impariamo cosa ci piace, quali sono le nostre zone sensibili, come ci piace essere toccate, dove, con quanta lentezza, con quanto vigore o delicatezza. Ci aiuta a capire come siamo veramente e quali sono le nostre inclinazioni. 
Molte donne non si guardano mai totalmente nude allo specchio, molte donne non si sono mai toccate: spesso viviamo un’intera vita in un corpo che non conosciamo affatto e che ci ostiniamo a ignorare. Spesso non ci piace, magari ci sono particolari che non vogliamo accettare, ma è proprio affrontandolo e prendendo confidenza con esso che possiamo imparare a sentirlo parte di noi. E inizieremo così ad essere capaci e aver voglia di gratificarlo e prendercene cura. Concedersi un bagno caldo, spalmarsi la crema per il corpo, farsi fare un massaggio, osservarsi per qualche minuto allo specchio, sono solo alcuni dei mezzi che abbiamo per avvicinarci a noi stesse e appropriarci della possibilità di provare piacere.


giovedì 20 febbraio 2014

Il nostro corpo

Leggevo su Psychology Today" di una ricerca secondo la quale le donne con un’immagine positiva di sé hanno più alti livelli di soddisfazione sessuale, indipendentemente dal loro aspetto fisico, peso o forme. Questo non mi stupisce affatto perché rientra perfettamente in quello che è il mio pensiero in merito all’importanza dell’amore verso noi stesse e delle sue innumerevoli - positive - implicazioni.
Intanto, a scanso di dubbi, porrei proprio l’accento su “indipendentemente dal loro aspetto”. Per piacersi e piacere non è assolutamente necessario essere magre, alte, senza cellulite e con il nasino all’insù. Per piacersi e piacere è necessario e importante saper apprezzare la propria unicità, i propri tratti distintivi, le proprie particolarità.
Avere un buon rapporto con il proprio corpo può davvero fare la differenza in molti campi, lo sa bene chi non riesce ad accettarsi, chi soffre di disturbi alimentari, chi si vergogna del proprio corpo. Spesso è una vergogna priva di fondamento, spesso noi stesse siamo le uniche a non vedere la sensualità del nostro corpo, la bellezza delle nostre forme, la personalità che mostriamo attraverso i nostri tratti.
Imparare a rapportarci in modo positivo con il nostro corpo, imparare piano piano a soffermarci nel guardarlo, scoprirci man mano a noi stesse e scoprire quanto possiamo piacerci ed amarci, può essere l’inizio per un nuovo modo di vivere la nostra vita. Un rapporto di amore con il nostro corpo facilita il nostro benessere psicologico, i nostri rapporti con gli altri, la nostra vita sociale e la nostra vita sessuale. Vivere il corpo non come un fardello ma piuttosto come un’importante parte di noi è la chiave per liberarci di troppi inutili timori e chiusure.
Il nostro corpo ci accompagna durante tutta la nostra vita, ci permette di muoverci, di sentire, di interagire, di provare piacere. Dovremmo essere grate per tutto ciò che ci permette di fare e anche per come si presenta, guardiamolo con occhi amorevoli anziché con sguardo critico che non fa altro che sminuirci e impedirci di apprezzare tutte le nostre innumerevoli qualità.

"Se parlassi ai tuoi amici come parli al tuo corpo non avresti più amici" ;-)


"La cosa più rivoluzionaria che puoi fare è amare il tuo corpo"


martedì 31 dicembre 2013

Buon anno e buoni propositi ;-)

L’inizio di un nuovo anno è un po’ come un grande lunedì: non si bada a spese per i buoni propositi. Mi metterò a dieta per perdere i chili presi lo scorso anno e soprattutto durante le feste, mi iscriverò in palestra, andrò a correre, farò yoga, pilates, step, spinning, gag, cip e ciop e trallallà. Diciamo che l’errore fondamentale consiste nel riproporsi di fare qualcosa che noi vediamo come una sofferenza, una forzatura, quasi una piccola tortura. Non è vero che per farci del bene dobbiamo farci del male, è proprio qui il nocciolo della questione. Non starò qui ad annoiarvi con i meccanismi e dinamiche psicologiche che stanno dietro alle diete, soprattutto quelle fai da te dell’ultimo minuto, anche perché l’inefficacia, almeno a lungo termine, è ben visibile a molti. Quello che si può fare è trovare, tra le mille attività che implicano movimento, quella che più ci diverte: può essere il ballo, le passeggiate, la bicicletta, l’importante è che sia qualcosa che facciamo volentieri e il nostro impegno a questo punto potrebbe essere semplicemente quello di dedicarle più tempo. Lo stesso vale per il cibo: il cibo può essere una gratificazione, un momento piacevole da vivere da soli o da condividere con altre persone, per questo è bene dedicargli tempo e cura, e cucinare e mangiare bene non significa necessariamente dover mangiare cibi grassi, pesanti e troppo abbondanti. In questo modo ci prendiamo cura di noi e del nostro corpo, coccolandolo e gratificandolo con attività e alimenti che ci piacciono e ci fanno stare bene. E’ sempre difficile trovare il giusto equilibrio tra l’ossessione della linea e il lasciarsi troppo andare, ma è importante per noi, forse questo è il vero proposito che dovremmo farci: prenderci cura di noi. Ho parlato tante volte di quanto sia importante, soprattutto per una donna, accettare il proprio corpo: moltissimi problemi psicologici sono legati a questo e noi possiamo fare davvero tanto per ricreare e mantenere quell’armonia che può diventare parte di noi e del nostro modo di essere. Cosa c’entra tutto questo con la sessualità? C’entra tantissimo! Sentirsi belle e a proprio agio con il proprio corpo e con la propria nudità è il primo passo per avere una vita sessuale appagante, gioiosa e spontanea. Buon anno :-)


lunedì 16 dicembre 2013

Decidi tu o obbedisci ai dettami?

Ho già parlato più volte di quanto sia importante saper accettare e amare il proprio corpo, e della profonda differenza tra la scelta di renderlo motivo di orgoglio, al di là delle singole caratteristiche fisiche, o al contrario sottostare ai dettami della “società” modificandolo e camuffandolo.
Tra le pagine di questo libro (“Le vostre zone erronee” di Wayne W.Dyer) ho trovato le giuste parole per esprimere questo concetto che mi sta così tanto a cuore.

“Non tanto hai un bel corpo, quanto sei il tuo corpo: se non ti piace, significa che non ti accetti come essere umano.
Forse non ti piacciono alcuni dei tuoi attributi fisici. (...) Le parti che disapprovi e intorno alle quali non si può far nulla (gambe troppo lunghe, occhi troppo ravvicinati, seni troppo piccoli o troppo grossi) possono essere viste sotto una nuova luce. Niente è mai troppo qualcosa (...). Il fatto è che ti sei appropriato della definizione di bellezza che ne ha dato la società contemporanea.
Non permettere che altri decidano che cosa deve essere bello per te. Deciditi ad apprezzare il tuo fisico, riconoscine il valore e dichiaralo attraente per te; respingi ogni paragone con altri e ogni opinione altrui. Puoi decidere tu ciò che è gradevole all’occhio e relegare nel passato il fatto che non ti accettavi.
(...) Molte donne hanno accettato i “dispacci” culturali e, per quanto concerne il loro corpo, ubbidiscono ai dettami.
(...) Tutto ciò implica che vi è qualcosa di sgradevole nel naturale di una donna, nel suo essere umana, e che si può diventare attraenti soltanto divenendo artificiali. E l’aspetto più triste della faccenda è che il prodotto finale è una donna fraudolenta che si sostituisce alla naturale, senza peraltro cessare di portarsela dietro quasi tutta la vita. La donna viene incoraggiata a rifiutare la bella donna che è. (...) Si può smettere di nascondere la propria bella persona naturale. La decisione di ricorrere ai cosmetici si baserà allora su ragioni di novità e di soddisfazione personale, non sul fatto che non piace ciò che si sta coprendo. Essere oneste con se stesse in questo campo non è facile, e ci vuole tempo per imparare a distinguere quello che piace da quello che la pubblicità dice che dovrebbe piacere.

Altri post sull’argomento:
Donne e soldatini
Abbasso la prova costume
Con quali occhi ci guardiamo
Una persona speciale


domenica 26 agosto 2012

Calva & sexy, e l'arte di non arrendersi mai


Alice Hurel oggi ha 19 anni, e fino a 15 anni aveva una folta chioma di capelli ricci. Ha iniziato a lavorare come modella proprio posando per cataloghi di prodotti per parrucchieri e per l’acconciatura. 
Poi è cambiato tutto: a causa di una malattia ha perso tutti i capelli, ma non si è arresa! Così ha ripreso a fare la modella, posando e sfilando senza capelli e senza vergogna. Non ha smesso di sentirsi femminile, sexy.
La
sensualità è dentro di noi, e possiamo tirarla fuori sempre e nonostante tutto. L’unico requisito indispensabile è la nostra volontà. Se ne siamo convinte noi, allora lo dimostreremo anche agli altri. 
Non sono i capelli, né qualche chilo di troppo, né l’acne, né le rughe a determinare quanto e se possiamo essere femminili e sensuali. La femminilità può essere in un gesto, un modo di muoversi, di parlare, di vestirsi, di truccarsi. Non deve essere vissuta come un problema, né come una maschera, dobbiamo solo scoprire, o riscoprire, la nostra parte femminile.  C'è chi si sente a proprio agio calzando un tacco 12, e chi si sentirebbe talmente instabile da risultare buffa piuttosto che sexy.  Ma ognuna di noi ha il proprio lato sensuale, che sarà differente da quello di chiunque altra, e che per questo ci rende uniche. Non dobbiamo far altro che scoprirlo, accettarlo, valorizzarlo. L’ammissione della nostra femminilità ci aiuta a riconoscerci come donne, nell’accezione più ampia
Essere femminili, seducenti, non significa essere superficiali, non avere carattere, non essere intelligenti. Tutt’altro. E’ una parte di noi, e valorizzarla ci aiuta a vivere il nostro corpo, la nostra sessualità, la vita di coppia, l’approccio con l’universo maschile in modo diverso, più completo. Siamo donne sempre. Anche quando siamo pallide, anche quando siamo tristi, anche quando spuntano le prime rughe. Dobbiamo essere orgogliose di noi, del nostro corpo, che ci ospita da sempre. Avevo già affrontato l’argomento nel post Donne che si amano e leggere l’articolo sulla meravigliosa Alice Hurel mi ha fatto sentire l’esigenza di parlarne ancora, da un’altra angolazione.
C’è un esercizio che possiamo fare: prendiamo carta e penna, e partendo dall’alto verso il basso, elenchiamo tutte le parti che ci piacciono di noi e il motivo per cui ci piacciono. I capelli perché sono lunghi, gli occhi perché sono grandi o espressivi, le spalle perché sono dritte, o qualunque altra parte o aspetto che ci piaccia di noi.  Impariamo ad essere grate per questi aspetti e a valorizzarli.  E non smettiamo mai di amarci, neanche quando siamo malate o quando ci accorgiamo di esserci trascurate. Vogliamoci bene sempre, anche dopo un’abbuffata, perché siamo sempre noi e possiamo sempre tirare fuori il meglio di noi stesse.