martedì 7 maggio 2013

Mi vendo


Riflettevo sulla tanto bistrattata mercificazione del corpo. Ci piace indignarci perché ci sono ragazze che essendo molto belle decidono di sfruttare la propria immagine per un guadagno e quindi scelgono di fare le veline, le letterine, le ragazze immagine e così via, insomma tutti ruoli in cui non bisogna avere chissà quali doti se non quella di essere belle. E allora gridiamo allo scandalo perché invece noi sosteniamo di dover essere apprezzate per la nostra intelligenza, la nostra cultura o qualche nostra particolare abilità... preferibilmente non sessuale :-)
Ok, donne che mercificano il proprio corpo. E tutti quei lavori che accettiamo di fare mercificando la nostra mente, i nostri ideali, le nostre opinioni, inclinazioni... sottostando e compiacendo personaggi che ci ripugnano? E' più grave vendere il corpo che l'anima?
E' un discorso (almeno in parte) volutamente provocatorio... diciamo semplicemente che siamo tutti bravi ad additare, ma raramente puntiamo quel dito verso noi stessi. E soprattutto è sempre difficile giudicare delle scelte dall'esterno: io se fossi nata più bella, chissà, magari avrei avuto oppotunità diverse e magari (chi può dirlo?) le avrei anche accettate. Lo saprò solo se avrò la possibilità non solo di rinascere, ma anche di riascere in un corpo più lungo e affusolato del mio ;-)


martedì 16 aprile 2013

Mettersi a nudo

L'altra sera stavo guardando un documentario sul naturismo... avevo già parlato di questo argomento nel post Nudi e felici e so che per molti risulta assurdo anche solo immaginare di stare completamente nudi in mezzo ad altra gente, ma quello su cui riflettevo l'altra sera sono tutte le dinamiche che stanno dietro questa scelta. Sono tante, ma una mi sta particolarmente a cuore: l'accettazione del proprio corpo. Sí, perché l'imbarazzo della nudità è spesso legato alla vergogna del proprio corpo. Ora, a parte il fatto che un costume copre ben poco (!!!), il punto sta proprio nell'idealizzazione della perfezione. Più o meno consciamente continuiamo a dar retta agli stereotipi (soprattutto femminili) che ci vengono propinati in tutte le salse e cosí tendiamo a perdere di vista la realtà, che è tutt'altra. La realtà è fatta di persone "Normali", che possono avere kg in più, smagliature, cellulite, poco seno, fianchi larghi... non è un mondo di fotomodelle e nonostante lo sappiamo spesso ci comportiamo come se lo fosse. Ogni donna può essere affascinante e non può essere un taglia in più o meno a fare la differenza. Non è la perfezione che dobbiamo perseguire, perché sarebbe una battaglia non solo persa ma soprattutto inutile... facciamo piuttosto pace con noi stesse e impariamo a innamorarci di noi, proprio come quando perdiamo la testa per qualcuno e non stiamo certo a guardare piccoli e singoli difetti fisici ;-)



martedì 2 aprile 2013

Il preservativo come gioco erotico


Nonostante l’indubbia utilità, il preservativo non è molto amato dagli uomini. Molti lamentano un forte calo della sensibilità e in ogni caso, sia per lui che per lei, interrompere l’enfasi della passione proprio sul più bello per fermarsi e mettere il preservativo rappresenta certamente un motivo di fastidio che rischia di rovinare tutto. Molti uomini addirittura perdono l’erezione quando devono fermarsi per mettere il preservativo, così magari preferiscono non usarlo, con tutto ciò che ne consegue!
Anche qui una possibile soluzione è quella di trasformare un problema in un gioco, una difficoltà in un’opportunità per usare la fantasia. Uno dei possibili escamotage, che sembra piaccia davvero molto agli uomini, è quello in cui la donna usa la bocca per infilare il preservativo... così anziché una fastidiosa interruzione si ha invece un ulteriore motivo di eccitazione. Ora qualche consiglio pratico per chi volesse provare! ;-)
Innanzitutto è consigliabile che facciate prima qualche prova da sole in modo da capire bene come muovervi e rendere il tutto più fluido e meno impacciato.
Scartate un preservativo, posizionate le labbra come se doveste dare un bacio senza però chiuderle del tutto, lasciando un po’ di spazio al centro. Mettete il preservativo tra le labbra, con il serbatoio dentro lo spazio centrale. Prendete con una mano il pene (per le prove potete usare un vibratore o qualunque altro oggetto di forma simile al pene... devo elencarli? ;-)) e appoggiate le labbra con il preservativo sulla punta del glande. Allentate piano le labbra e spingete delicatamente in giù prima con la lingua, poi scendete con le labbra, tenendole ben chiuse sui denti. Se non riuscite a srotolare il preservativo fino in fondo, terminate aiutandovi con le dita. E come già detto in Fallo felice (e fatti felice) con il sesso orale
alzate ogni tanto gli occhi, incrociando lo sguardo del vostro partner, questo crea molta complicità e rende il tutto ancora più eccitante.




domenica 31 marzo 2013

Cartoline da Londra


Eccomi qui, è (quasi!) tutto pronto... tra pochi giorni inizierà la mia nuova avventura londinese. Non so bene cosa mi aspetti e devo dire che questa è proprio la parte che trovo più interessante. Voglio viaggiare leggera, in tutti i sensi: sono pronta per un nuovo inizio e molto del vecchio preferisco lasciarlo qui. E’ di nuovo tempo di cambiare: dopo essere stata immobile per anni, sono ormai diventata una donna in continua evoluzione, ma non ricomincio mai da zero, elimino i fardelli e tengo sempre con me ciò che mi fa stare bene. Questo è il motivo per cui una delle cose che porterò con me è proprio questo blog. Conosco già Londra e sono certa che mi offrirà nuovi spunti, nuovi stimoli e nuove idee: in questo momento della mia vita ho bisogno di sentirmi nel mondo, il movimento e il fermento mi danno energia e io la mia energia la trasformo in creatività. Sono certa che anche la mia pittura ne troverà grande giovamento, ma soprattutto spero che tutto questo giovi a me, che ho sempre così tanto bisogno di nutrimento per l’anima. Anima irrimediabilmente instabile, un po’ malconcia, strapazzata, ma con un entusiasmo incontenibile! ;-)



martedì 26 marzo 2013

Ma come ti è venuto in mente?! :-)


Una domanda che mi viene posta spesso è come mi sia venuta l’idea di questo blog, e anche se mi viene il dubbio che a volte si tratti di una domanda retorica (“Ma come t’è venuto in mente?!?!”), voglio comunque dare una risposta seria ;-)
Con il passare del tempo mi rendo sempre più conto che il sesso, che potenzialmente è una fonte inesauribile di piacere fisico e psichico, è spesso (molto spesso!) vissuto piuttosto come un problema. Le cause sono tantissime, dalla nostra insicurezza, a un cattivo rapporto con il nostro corpo, a problemi nel relazionarsi con l’altro sesso... e spesso, a fare un po’ da cornice al tutto, c’è tutto un mondo di messaggi fuorvianti che ci arrivano dalla famiglia, dalla scuola, società, religione, amici, ecc. Il problema non è se si parli o meno di sesso, ma piuttosto che se ne parla in modo sbagliato, così il messaggio più o meno diretto che ci arriva è del sesso come qualcosa di sporco. E questo, per una strana proprietà intransitiva, vale soprattutto per le donne: un uomo che fa tanto sesso se ne può vantare, una donna se ne deve vergognare. Il punto però è tutto ciò che ne deriva: ansie, paure, frustrazioni, senso di inadeguatezza. Perché spesso noi donne ci ritroviamo a lottare in bilico in questo equilibrio instabile, quasi impossibile: se non fai sesso sei frigida, se lo fai sei una puttana, certe cose vanno bene altre sono da pervertiti... e così in moltissimi casi quello che potrebbe essere uno degli aspetti più piacevoli della nostra vita diventa un problema. Non parlo di qualche caso, parlo di moltissime donne, anzi non ho paura a dire che la maggior parte delle donne vive la propria vita sessuale in modo problematico. Sempre che si conceda di averne una. Ora quello che mi ha portato a creare questo blog e che mi spinge a portarlo avanti è proprio questa mia duplice battaglia (nel mio piccolo ovviamente): provare a superare insieme qualche piccolo tabù parlando di sesso in modo semplice, a volte giocoso, muovendomi anche io in questo sottile equilibrio in cui non voglio essere né noiosamente accademica, né sporcare un argomento che viene già sporcato abbastanza. Allo stesso tempo vorrei davvero poter essere di conforto per chi si sente sola nella propria inadeguatezza, perché in realtà non è affatto sola, ma è in compagnia di milioni di donne che si sentono costrette a far finta di niente ma che in realtà lottano ogni giorno per poter vivere in modo sereno la propria sessualità. Quindi io sono qui, per strapparvi un sorriso e magari farvi sentire almeno per un momento un po’ meno sole, non da dietro una scrivania, ma insieme a voi al tavolo di un bar, magari in compagnia di un buon caffè ;-)



mercoledì 13 marzo 2013

Non smettere di giocare

"Non smettere di giocare" trovo che sia un titolo bellissimo, praticamente la mia filosofia di vita! Per affrontare l'argomento sesso poi mi sembra davvero particolarmente indicato... se non smettessimo di giocare probabilmente saremmo più felici o comunque ci divertiremmo di più, il che non è affatto male come prospettiva! E a quanto pare Fabrizio Quattrini la pensa più o meno come me ;-) Lui è uno psicoterapeuta, che ho iniziato a conoscere guardando la trasmissione "Sex Therapy" e con cui ho avuto il piacere di collaborare per la rivista "Psicologia e benessere". Ed ora mi ritrovo sulla scrivania il suo libro: mi piace il titolo, la copertina, insomma appena lo vedo è già attrazione fisica! Ovviamente mi affretto a leggerlo e quello che più mi affascina è il suo approccio al sesso, così giocoso e spensierato, senza essere per questo incosciente, mi ha ricordato proprio il mio primo post: Leggerezza e consapevolezza. "Non smettere di giocare" raccoglie 51 idee per scoprire il piacere,  e al di là di questi spunti che rappresentano il cuore del libro, quello che mi ha colpito è lo spirito con cui viene affrontato l'argomento, tanto da riuscire a parlare di sesso estremo e trasgressione senza farli apparire come qualcosa di sporco.
Il sesso è piacere, divertimento.... gioco!



lunedì 11 marzo 2013

Benvenuti nel mondo della finzione

In questi giorni mi rimbomba nella testa una serie di pensieri sulla lotta tra libertà e giudizio. E’ così difficile agire liberamente... cresciamo e viviamo sotto un bombardamento continuo di dogmi, usanze, costrizioni, restrizioni, che alla fine diventano parte di noi ed è davvero faticoso discernere cosa veramente condividiamo da ciò che invece semplicemente subiamo. Spesso la via di uscita che si sceglie è quella di vivere nella menzogna: sosteniamo apertamente questi dogmi e poi di nascosto facciamo l’opposto. Tutti si dichiarano contro la prostituzione, ma guarda caso è una pratica che persevera e prospera da tempi immemori, non conosce crisi. Lo stesso per la pornografia, per i sexy show, l’adulterio, il sesso occasionale, il sesso di gruppo, quello con i trans, e via dicendo. Milioni di persone partecipano e sono protagoniste di questo “mondo” eppure è lo stesso mondo, e le stesse persone, che si scandalizza se una donna in farmacia compra i preservativi.
Io sto imparando e provando a lottare per la mia libertà, non perché io sia la paladina di chissà quale credo, ma semplicemente perché è una mia esigenza: a un certo punto mi sono resa conto che tutto ciò che mi negavo o che nascondevo mi faceva sentire che non stavo vivendo la mia vita, o comunque non nel modo che piace a me e che mi possa appagare. Ora, visto che forse di vita ne avrò una sola (anche se non è detto!), ho iniziato a fare qualcosa per viverla a modo mio. Ho preso importanti e coraggiose scelte in ambito professionale ed ho iniziato a cambiare prospettiva e atteggiamento su molti altri aspetti. Per dire, questo blog un anno fa non l’avrei neanche preso in considerazione, era quanto di più lontano dai miei progetti. E questa sembra una cosa di poco conto, ma non lo è affatto. Ovviamente ogni volta che si decide di seguire la propria libertà, se ne paga il prezzo. Fare scelte che escano dai dogmi di cui accennavo, e non farle di nascosto, implica giudizio, critica, etichette, e conclusioni che richiedono una certa forza per essere affrontate. Allora a quel punto è chiaro che venga voglia di fare tutto di nascosto, così si ottiene lo stesso risultato (fare ciò che ti piace) senza dover affrontare il nemico pubblico. Ma questo io lo chiamo vivere nella menzogna. Quindi per ora continuerò ad esprimere liberamente il mio pensiero, a vivere in modo limpido la mia libertà... poi quando valuterò che sia troppo faticoso, allora forse farò ancora in tempo ad indossare un tailleur pantalone, professarmi cattolica, dire che il sesso è una cosa sporca, per poi cambiarmi la sera di nascosto e andare a un festino in una villa sperduta insieme ad altra gente “normale”.
Rido perché non sono mai sola, c’è sempre qualcuno, qualche maledetto coglione che mi giudica” (Porci con le ali e nostre-difficoltà)