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mercoledì 12 settembre 2012

Eiaculazione femminile, questa sconosciuta


Ogni tanto può capitare di sentir parlare di squirting o più semplicemente di eiaculazione femminile. I dubbi in merito sono molti. Tutte le donne possono averla? Come si manifesta? Quando avviene? Facciamo un po’ di chiarezza.
Innanzitutto l’eiaculazione femminile consiste in un’abbondante fuoriuscita di liquido prodotto dalle ghiandole di Skene. Il fluido viene espulso attraverso l’uretra, nonostante spesso si pensi erroneamente che avvenga attraverso la vagina. La sua abbondanza e consistenza, e il fatto che passi attraverso l’uretra, fa sì che talvolta venga scambiata per urina. E in effetti, proprio al culmine dell’orgasmo, non dev’essere bello pensare di essersela fatta addosso! Eppure l’eiaculazione femminile, sebbene sconosciuta per molte donne, esiste ed è perfettamente normale. Come è normale (chiariamolo subito!) non averla. Avere l’eicaluzione o meno, non ha niente a che fare con la normalità o con il buon funzionamento del nostro organismo. Le infinite differenze anatomiche, fisiologiche e psicologiche tra donna e donna fanno sì che solo in alcune (si parla di circa un 10%) la abbiano. Alcune donne arrivano all'eiaculazione attraverso la stimolazione del punto G (Alla ricerca del punto G). Quello su cui dobbiamo sentirci rassicurate è che se l’abbiamo non è un problema, si tratta piuttosto di una naturale risposta dell’organismo. E allo stesso tempo anche se non l’abbiamo siamo perfettamente normali, non si tratta di una meta da raggiungere né di qualcosa che possa in qualche modo renderci più complete.


mercoledì 25 luglio 2012

Alla ricerca del punto G


Esiste davvero il punto G? E se esiste, dove si trova?
La parola agli esperti: il punto G
esiste eccome, e sappiamo dov’è: si trova 3 o 4 centimetri sopra la parete anteriore della vagina.
Nel 1982 fu annunciata al pubblico la sua esistenza con la pubblicazione di “Punto G”.
Il dubbio sulla sua esistenza ed eventuale collocazione certamente ha comunque continuato ad essere alimentato dal fatto che non tutte le donne ce l’hanno, e in altre è talmente minuto da non produrrre alcun effetto. Ma allo stesso tempo ci sono donne in cui invece è ben innervato e vascolarizzato, rispondendo così in modo molto potente alla stimolazione.
Spesso la difficoltà risiede proprio nel riuscire a localizzarlo. Il sistema più facile, come suggerisce la dottoressa Beverly Whipple (co-autrice di “Punto G”), è aspettare di essere sufficientemente eccitate in modo che il sangue affluisca e ne provochi l’ingrossamento. A questo punto accovacciatevi (o sdraiatevi) e inserite uno o due dita nella vagina tenendo il palmo della mano rivolto verso l’alto. Successivamente piegate leggermente le dita andando così a toccare la parte anteriore della vagina a circa 4 cm di profondità: è un’area molto sensibile caratterizzata da una forma a cupola tondeggiante.
Per quanto riguarda la stimolazione, è necessario un movimento analogo a quello usato per indicare a una persona di avvicinarsi, trovando il giusto equilibrio tra vigore e delicatezza, a seconda della sensibilità soggettiva.
La stimolazione del punto G può avvenire anche durante il coito: sia con la donna sopra (tenendo la schiena inarcata), sia con la penetrazione da dietro, oppure anche di fianco. Ma soprattutto nella seguente posizione (vedi figura in basso): l’uomo sta in ginocchio, la donna si sdraia supina e poggia i talloni sulle spalle o sul petto di lui, e sollevando ulteriormente i fianchi può aumentare la spinta in direzione del punto G.
Il piacere che si prova con la stimolazione del punto G è diverso da quello del clitoride. Molte donne riferiscono di avvertire inizialmente lo stimolo di urinare, ma questa sensazione, se si continua la stimolazione, diminuisce automaticamente, provocando, in poco tempo, un piacere molto intenso fino al raggiungimento dell’orgasmo e talvolta a vere e proprie eiaculazioni.
Pronte a cercare? ;-)

Immagini tratte da internet
Posizione che favorisce la stimolazione del punto G