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martedì 11 giugno 2013

Omosessuali, che paura!

In questi giorni mi trovo molto spesso nel quartiere di Soho. Qui ci sono molte librerie, negozi di strumenti musicali, cafè, sexy-shop e locali. Si respira arte, cultura, passione e vita vissuta. Questo quartiere è molto frequentato da gay, quindi non c'è nulla di più consueto che incontrare coppie di uomini che passeggiano mano nella mano o che siedono al tavolino di un bar. Solo dopo averci riflettuto mi sono resa conto di quale effetto di facesse questo aspetto del quartiere: lo trovo estremamente rassicurante. Mi fa sentire molto a mio agio il fatto che le persone possano vivere tranquillamente la propria scelta senza essere additate o fissate o derise o apostrofate. Dico questo perché in realtà sono molti i posti, ambienti e contesti in cui invece questo non è affatto possibile. Mi chiedo in realtà in quale modo la scelta sessuale di una persona possa toccarci o addirittura turbarci. Perché dovrei preoccuparmi di quali partner sessuali sceglie una persona? Cosa mi cambia se preferisce gli uomini, le donne, entrambi o magari il sesso di gruppo? Perché questo mi dovrebbe disturbare? E disturbare è comunque un termine blando, perché alcuni sostengono di sentirsi offesi, saltano fuori parole come oltraggio, vergogna, immoralità, schifo. Io trovo oltraggioso e immorale che nel 2013 si faccia ancora così tanta fatica ad accettare qualunque cosa sia vagamente diversa da noi, anzi più che da noi, da ciò che ci viene dettato dal nostro perbenismo. Se proprio è cosí difficile aprire la mente, quanto meno proviamo ad aprire gli occhi. Vivi e lascia vivere... non è mai troppo tardi per iniziare a vivere la propria sessualità, anziché preoccuparsi di quella altrui.